COS’È E COME SI OTTIENE L’INDENNIZZO DA RITARDO NELLA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO DA PARTE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Data:
04/04/2014

(Art. 28, Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito, con modificazioni, in Legge 9 agosto 2013, n. 98)

Ai sensi dell’art. 28, Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito, con modificazioni, in Legge 9 agosto 2013, n. 98, in vigore dal 22 giugno 2013, la Pubblica Amministrazione responsabile del ritardo, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo iniziato ad istanza di parte, per il quale sussiste l’obbligo di pronunziarsi, con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, corrisponde all’interessato, a titolo di indennizzo per il mero ritardo, una somma pari a € 30,00 per ogni giorno di ritardo con decorrenza dalla data di scadenza del termine del procedimento, fino ad un massimo di € 2.000,00.

Per ottenere l’indennizzo il privato deve attivare il titolare del potere sostitutivo entro venti giorni dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento, mediante la presentazione di un’apposita istanza.

Il titolare del potere sostitutivo è, giusta Deliberazione di Giunta Comunale n. 136 del 12/09/2013, il Segretario Comunale, Dr. Marco Taralla.

L’istanza diretta al titolare del potere sostitutivo dovrà essere fatta pervenire con una delle seguenti modalità:

  • pec (comune.deruta@postacert.umbria.it);
  • fax (075/9728639);
  • lettera diretta al Comune di Deruta, Piazza dei Consoli, 15 – 06053 Deruta (PG);
  • consegna a mano all’Ufficio Protocollo, Piazza dei Consoli, 15 – 06053 Deruta (PG), nei giorni di martedì e giovedì, nei seguenti orari di apertura: Mattina 8:30/13:30 – Pomeriggio 15:30/17:30.

Il titolare del potere sostitutivo, a seguito della richiesta di cui sopra, in ottemperanza al disposto dell’art. 2, comma 9ter, L. 7 agosto 1990, n. 241, dovrà concludere il procedimento amministrativo entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario.

Qualora anche il titolare del potere sostitutivo non emani il provvedimento nel termine sopra indicato ovvero non liquidi l’indennizzo maturato, il privato potrà proporre ricorso ai sensi dell’articolo 117 del Codice del  Processo Amministrativo, Allegato  1  al   Decreto Legislativo 2  luglio  2010,  n.  104,  e  successive  modificazioni, oppure,  ricorrendone  i  presupposti,  dell’articolo  118 dello stesso codice.

La disciplina dell’indennizzo da ritardo, ai sensi dello stesso art. 28, commi 10 e 12, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, si applica, in via sperimentale, per un periodo di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai procedimenti amministrativi relativi all’avvio e all’esercizio dell’attività di impresa iniziati successivamente alla medesima data di entrata in vigore.

Trascorsi 18 mesi dalla data di conversione, sulla base della prima sperimentazione, con un apposito decreto del Presidente del Consiglio, sentite le Regioni e i Comuni, verrà stabilita la conferma, la rimodulazione, anche con riguardo ai procedimenti amministrativi esclusi, o la cessazione delle disposizioni del presente articolo, nonché eventualmente il termine a decorrere dal quale le disposizioni ivi contenute sono applicate, anche gradualmente, ai procedimenti amministrativi diversi da quelli individuati al comma 10 del presente articolo.

Ai sensi dell’art. 28, comma 6, D.L. 69/2013, qualora il ricorso sia  dichiarato  inammissibile  o sia respinto in relazione all’inammissibilità o alla manifesta infondatezza dell’istanza che ha dato avvio al procedimento, il giudice, con pronuncia immediatamente esecutiva, condanna il ricorrente a pagare in favore del resistente una somma da due volte a quattro volte il contributo unificato.

Il Comune informa

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